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sabato, 29 marzo 2008
Il presidente della Federazione provinciale Azione Giovani di Lecce, Emanuele Ciarfera, dichiara l'adesione del movimento provinciale all'iniziativa umanitaria e culturale "Libertà per il Tibet!", intrapresa dall'Osservatorio Torre di Belloluogo.
 
"Il nostro movimento è da sempre al fianco del popolo Tibetano e contro quanti calpestano i diritti umani,  traendo vantaggio economico, politico e geopolitico dal maltrattamento di uomini, donne, bambini. Il tragico evolversi della situazione in Tibet, con l'escalation di violenza perpetrata dal governo cinese, chiama tutti noi ad agire in prima persona, dando vita ad una diffusa e coesa rete di azione e protesta".
 
Sull'argomento interviene anche Pippi Mellone, referente della provincia di Lecce per il Centro Studi Interazioni:
"proprio nelle scorse ore sul sito www.csinterazioni.it abbiamo pubblicato un interessante e, per alcuni versi, sconvolgente lavoro del giornalista Alberto Rosselli, che chiarisce alcuni tragici aspetti del tumultuoso progresso economico cinese, basato anche sullo schiavismo e sulla sistematica violazione dei diritti umani e l'utilizzo dell'uomo come oggetto. Concetto che, evidentemente, è esteso anche ad altri aspetti della vita cinese, compreso il rapporto con la popolazione tibetana".
 
Segue copia del manifesto-appello dell'Osservatorio Torre di Belloluogo:
 
Iniziativa culturale e umanitaria
 
OSSERVATORIO TORRE DI BELLOLUOGO
con l'adesione di: Associazione Anxa - Gallipoli, SalentoMegalitico.it, NaForum blogs.it, Ecoritmi.splinder.com
 
Libertà per il Tibet!
 
Domenica 30 marzo 2008 - ore 16
Torre dell'Alto - Portoselvaggio (Nardò)
 
Un drappo bianco per onorare i Martiri della Libertà
 
Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Nardò
Medaglia d'oro al Valore Civile
 
Cittadino del mondo
 
In memoria delle vittime delle foibe
"Se le ragioni dell'unità non prevarranno su quelle della discordia, se il dialogo non prevarrà sul pregiudizio, niente di quello che abbiamo faticosamente costruito può essere considerato per sempre acquisito"
Dal testo del discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano nel Giorno del Ricordo dedicato alla memoria delle vittime delle foibe.
 
64° anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine
"Non dimenticheremo mai tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita"
Il Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano ha pronunciato queste parole nel corso della commemorazione delle vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.
 
LA LIBERTA' E FRUTTO DEL SACRIFICIO DI CHI HA DATO LA PROPRIA VITA PER CONQUISTARLA
Scritto da: agotate alle ore 14:40 | link | commenti (1) | Categoria:
venerdì, 28 marzo 2008
Circolare numero nr 71

Oggetto: iniziative di campagna elettorale e questione Tibet.


Carissimi,

La campagna elettorale di Azione Giovani si compone di due eventi:

 

 1. AZIONE GIOVANI E I GIOVANI DI FI A ROMA CON FINI E BERLUSCONI

Come ben potete immaginare, in questa campagna elettorale non poteva mancare una grande manifestazione dei giovani con Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. I vari sondaggi che si susseguono in questi giorni parlano di una maggiore predisposizione dei nostri coetanei al voto per il PDL. E al di là dei sondaggi, credo che la nostra presenza – massiccia e visibile – non potesse non manifestarsi in un'iniziativa specifica.

Così abbiamo deciso di organizzare per sabato 5 aprile a Roma una grande festa di piazza alla quale far convergere i nostri ragazzi da tutto il territorio nazionale, per accendere i riflettori sul tema delle politiche giovanili e chiedere un impegno chiaro ai leader che stiamo sostenendo.

Immagini, musica e parole si susseguiranno in questa festa che si svilupperà lungo tutto il pomeriggio di sabato 5, nell'ambito della due giorni di gazebo sulle politiche giovanili che il Popolo della Libertà ha previsto per il week end del 5 e 6 aprile (e che vi invito a gestire direttamente sul vostro territorio), l'ultimo utile per la campagna elettorale.

Ovviamente, la manifestazione è un'iniziativa congiunta di Azione Giovani e di Forza Italia Giovani. Il che, per evitare possibili fraintendimenti, non significa affatto che stiamo procedendo verso l'unificazione dei due movimenti giovanili (sono state già molte le iniziative come questa organizzate negli anni scorsi durante le elezioni, anche se non di questa portata, senza contare il corteo del 2 dicembre) ma vuol dire semplicemente che non ci pareva il caso di fare due iniziative distinte (anche se per la verità noi abbiamo il truck e non l'abbiamo voluto condividere….), che avrebbero disperso energie e dimezzato il risultato.

Tuttavia, è evidente che una manifestazione di questo tipo – a maggior ragione perché condivisa con i giovani di FI - non può essere affrontata da Azione Giovani con superficialità. E' importante, a mio avviso, che noi si comprenda l'importanza di questo appuntamento anche come sostanziale banco di prova in termini di rispettiva capacità di mobilitazione. Per questo, mi aspetto la massima mobilitazione possibile da tutto il territorio nazionale.

Ho già chiesto ai coordinatori regionali di attivarsi per organizzare i pullman dalla propria regione e di darmi notizia circa la partecipazione di ciascuna provincia, mentre centralmente farà da punto di riferimento per l'organizzazione dei pullman Giovanni Donzelli, presidente di Azione Universitaria, che potete contattare al numero 339.8620341 o tramite mail all'indirizzo giovadonze@libero.it .  

I pullman verranno interamente rimborsati, anche se per l'intestazione della fattura vi invito ad attendere indicazioni che vi invieremo (credo che le fatture vadano intestate al Pdl e non ad An).

L'appuntamento è per le 15 di sabato 5 aprile a Largo Goldoni (è su Via del Corso, in pieno centro di Roma – si raggiunge dalla fermata della Metro di Piazza di Spagna), e potrete ripartire dalle 20 in poi. 

 

2. L'ACCHIAPPASOGNI: AZIONE GIOVANI SULLA STRADA PER RACCOGLIERE LE SPERANZE DEI GIOVANI ITALIANI

Come avrete saputo anche grazie all'ampia risonanza che ha avuto l'iniziativa, è iniziato il viaggio de "l'Acchiappasogni", il grande truck lungo 14 metri, largo 2 e mezzo ed alto 4 metri, che girerà l'Italia in vista delle elezioni politiche e amministrative, per raccontare l'impegno di un movimento composto da giovani che proprio ai giovani vogliono dare risposte concrete.

L'iniziativa, contraddistinta dallo slogan "Vogliamo tutto" (che stravolge la concezione sessantottina del "tutto e subito" per ricollocare il valore del merito e del diritto al domani al centro delle rivendicazioni politiche delle nuove generazioni) è partita lo scorso 15 marzo dalle Marche e - dal Nord per poi scendere verso il Sud - toccherà quasi tutte le regioni italiane, privilegiando ovviamente quelle realtà territoriali nelle quali si celebrano anche le elezioni amministrative e che esprimono nelle liste del PdL candidati di Azione Giovani.

Il viaggio non avrà una connotazione esclusivamente politica: grazie al maxischermo di cui è dotato il "truck", infatti, ogni appuntamento si trasformerà in una festa, con l'allestimento di un palcoscenico sul quale, di volta in volta, si esibiranno gruppi musicali, cabarettisti, ecc. e dove sarà possibile verranno allestite mostre e proiettati filmati.

Grande novità è la presenza di un circuito interno di ripresa, che consentirà agli intervenuti di lasciare il proprio video messaggio (modello videobox) rivolgendosi ai leader politici nazionali ma soprattutto i propri sogni per il futuro. Per questo, infatti, abbiamo definito il truck l'"Acchiappasogni": per raccontare quei desideri e quelle speranze della nostra generazione che Azione Giovani intende consegnare simbolicamente in dote al Popolo della Libertà, con l'obiettivo di immaginare una politica finalmente capace di confrontarsi con le reali esigenze dei ragazzi, spesso affrontate senza cognizione di causa e con troppa leggerezza.

Per la mobilitazione è stato prodotto e stampato dalla Direzione Nazionale un volantino che troverete sul truck, ma che arriverà anche nelle federazioni che non ospitano la macchina - nel quale si riassumono le rivendicazioni, i valori, le battaglie che Azione Giovani, attraverso i propri candidati, vuole portare nei comuni, nelle province, nelle regioni e nel Parlamento nazionale, rivolgendosi non soltanto ai ragazzi che votano a destra ma a una intera generazione.

Le tappe dell'iniziativa sono state fin qui definite con i coordinatori regionali e con i candidati stessi - ai quali ovviamente diamo priorità di scelta -, tuttavia il percorso è ancora in via di definizione e verrà pubblicato man mano che sarà aggiornato sul nostro sito internet. Chi volesse "prenotare" il truck è dunque invitato a contattare il prima possibile Michele Pigliucci, componente dell'Esecutivo Nazionale di Ag e referente diretto dell'iniziativa, al numero 339/8224392, che sarà a vostra disposizione per qualsiasi informazione e supporto. Non potendo raggiungere tutte le realtà per motivi di tempo, sarà data precedenza a quelle comunità locali che organizzeranno le iniziative più originali e interessanti.

 

 
NUOVA PETIZIONE SULLE OLIMPIADI DI PECHINO

Come tutti saprete, il tema del mancato rispetto dei diritti umani in Cina è tornato prepotentemente sotto i riflettori dell'opinione pubblica, soprattutto dopo l'ennesima opera di repressione messa in atto dal regime cinese contro il popolo tibetano. Una repressione feroce che cade a pochi mesi dalle celebrazione dei giochi olimpici.

Abbiamo già chiarito, negli anni passati, il nostro punto di vista sulla vicenda: svolgere le Olimpiadi del 2008 nella Nazione asiatica avrebbe senso se venisse subordinato a significativi passi avanti da parte della Cina in tema di rispetto dei diritti umani.

La realtà, purtroppo, si conferma un'altra: il governo di Pechino non mostra il minimo segnale di cambiamento e il rischio di celebrare negli stadi l'evento mentre nelle strade si calpesta la dignità dell'uomo, sembra sempre più alto.

Azione Giovani, che da anni ha mostrato perplessità e ha chiesto garanzie circa l'assegnazione dei Giochi Olimpici del 2008 (ormai alle porte) a Pechino - dando anche voce nelle proprie manifestazioni ad autorevoli esponenti del Tibet e ai dissidenti cinesi - ha perciò deciso di tornare sulla questione avviando una petizione popolare rivolta al Governo italiano affinché intervenga in sede internazionale per far si che il regolare avvio delle Olimpiadi in Cina sia subordinato al rispetto dei diritti umani fondamentali da parte del Governo di Pechino, che invece fino ad ora ha mostrato alcun cenno di cambiamento.

Allego alla presente il volantino e il modulo della raccolta di firme che accompagnano l'iniziativa, e vi invito a utilizzarli nelle manifestazioni che vi vedranno protagonisti durante la campagna elettorale.

Vi invito, inoltre, a visitare il sito internet www.tibetlibero.org, creato dai ragazzi di Azione Giovani Cagliari, che sta riscuotendo grande successo soprattutto in queste ultime settimane.


In alto i cuori!

                                                                                                                                        Giorgia Meloni
                                                                                                                              Presidente Nazionale Ag

Scritto da: agsalento alle ore 13:51 | link | commenti | Categoria:
domenica, 23 marzo 2008
Più Pasqua per tutti!
Scritto da: agsalento alle ore 10:20 | link | commenti (3) | Categoria: politica, cina, tibet, olimpiadi, vignetta, veltroni
sabato, 22 marzo 2008
VELTROSPOT

wwSi potrebbe fare. Ma Noi lo impediremo!

Scritto da: agsalento alle ore 14:14 | link | commenti (3) | Categoria: politica, destra, vignetta, waffanculo, si puo fare
giovedì, 20 marzo 2008
CONCERTO A GALATONE
A3_ALTERNATIVE1Gli amici della Comunità Militante "Nanni de Angelis" hanno organizzato un concerto a Galatone per sabato 5 aprile.

Partecipiamo numerosi!!!
Scritto da: agsalento alle ore 17:33 | link | commenti (1) | Categoria: politica, destra, concerto, nanni de angelis, galatone, rifugio uruz, cantina sociale, alternative mt
Libertà!

il Blog AGS dalla parte dei tibetani e di tutti i popoli oppressi.

Anche noi esponiamo il bannerino FREE BURMA!

Scritto da: agsalento alle ore 15:52 | link | commenti (1) | Categoria: politica, comunismo, cina, , tibet, destra, libertà, anticomunismo
...in una terra dove Pci e Msi stavano dalla stessa parte: contro la camorra...

 

La Politica non Parla più di Mafia

segnalato da www.destradelleliberta.splinder.com/

tratto da www.corriere.it

ROMA — Roberto Saviano è ancora un ragazzo. E ogni tanto riesce anche a sorridere, con le labbra che si tendono su una faccia sempre più tesa, sempre più pallida. Quando racconta della presentazione di Gomorra ad Helsinki, con lo speaker che lo introduce come «Roberto Soprano», e i finlandesi che sono lì soltanto per via della serie televisiva americana, riesce pure a ridere di «loro». Li chiama così, «loro». I suoi nemici. Come se fosse una questione personale, tra lui e i mafiosi di Casal di Principe che lo hanno costretto ad una vita infame, da animale braccato.

Quella di Saviano è una storia di paradossi. Con il suo libro ha avuto fama, celebrità, il traguardo del milione di copie vendute tagliato in questi giorni. Con il suo libro ha perso il resto, la libertà personale, la possibilità di vedere il mondo con i propri occhi. «È come se mi sentissi sempre in colpa» sintetizza così il suo stato d'animo, come se qualcuno andasse da sua madre a chiedere «cosa ha fatto tuo figlio?» Ad un certo punto, Saviano si era anche convinto che in Italia ci fosse qualcuno disposto a condividere la sua ossessione.

Da Walter Veltroni alla Sinistra Arcobaleno, passando per il Popolo della Libertà, sponda An, tutti hanno cercato l'autore di Gomorra, blandendolo con la lotta al potere mafioso. «Ma non è il mio mestiere. Non si può parlare di mafia ad una sola parte politica. È un argomento sul quale non ci si può permettere di essere partigiani. La mia responsabilità è la parola ». Chi è stato il più insistente? «Quando Veltroni mi ha chiamato nel suo ufficio al Campidoglio, abbiamo parlato a lungo di mafia e appalti. Mi disse che quello sarebbe stato uno dei primi punti della sua agenda». Promessa mantenuta? «Non mi sembra. Ma il Pd è in buona compagnia. Purtroppo, la lotta alla mafia è la grande assente di questa campagna elettorale, a sinistra come a destra». Altri pretendenti? «Fausto Bertinotti mi ha fatto arrivare una proposta tramite l'assessore regionale campano Corrado Gabriele. Io ho molto apprezzato il lavoro di Forgione alla commissione antimafia, ma credo che anche la sinistra debba fare outing, e ammettere di non essere stata così rigorosa nell'allontanare gli affaristi collusi con la mafia». Avanti con l'elenco delle avances. «Alleanza nazionale mi ha mandato messaggi di apprezzamento. Persino l'Udeur prima che si dissolvesse». Destra, sinistra, centro. «Io sono cresciuto in una terra dove Pci e Msi stavano dalla stessa parte, contro la camorra. E vorrei tanto che il centrodestra riprendesse i valori dell'antimafia, quelli che aveva Giorgio Almirante e che avevano ispirato Paolo Borsellino. Li vedo trascurati, nonostante una base che al Sud ha voglia di sentirli affermare».

A sentirla, non sembra che il Pd sia molto più attivo. «Affatto. Anzi, a Veltroni ho detto che a mio parere anche il centrosinistra ha commesso molti errori in questi anni». Il più grande? «L'intellighenzia di sinistra dà sempre per scontato che la mafia stia dal-l'altra parte. Il complesso di superiorità applicato alla criminalità organizzata. Credersi immune dalle infiltrazioni, pensare che questo sia sempre e solo un problema degli altri. Le dico di più: spero che il Pd riesca a non aver paura di perdere le elezioni pur di cambiare. Solo così potrà davvero vincere». Dove vuole arrivare? «Spero che non abbia paura di parlare del voto di scambio, di denunciarlo. Fino ad ora non lo ha fatto nessuno. Ed è il voto di scambio che determinerà l'esito delle prossime elezioni. Si vince o si perde nei piccoli paesi, dove il clientelismo è l'unica moneta corrente. Si vincono le elezioni per bollette pagate, cellulari regalati, di questo bisogna parlare. La vera sfida sarebbe quella di non svendere il voto. E alzare la voce, denunciare». E invece? «Il grande silenzio. La mafia è la più grande azienda italiana, il suo giro d'affari è il triplo di quello della Fiat. È innaturale che non se ne parli in campagna elettorale. Ma è così. Al massimo qualche cosa simbolica, una celebrazione, qualche commemorazione. Una rimozione bipartisan».

Si è chiesto il perché? «È un tema pericoloso sul piano della comunicazione. Se qualcuno parla di mafia, molta gente pensa che si stia occupando soltanto di una parte ben circoscritta del Paese, che si interessi di cose ai margini, lontane. Nessuno è riuscito a far passare l'idea che la mafia sia qualcosa che riguarda anche Milano, Parma, Roma, Torino. È tornata ad essere un fatto esotico, lontano, noioso». «Non valete niente». Era il 23 settembre 2006 quando sfidò i boss di Casal di Principe a casa loro. Lo rifarebbe? «A vedermi da fuori, come se non fossi stato io, lo rifarei. Ma sarei falso se non dicessi che con quel gesto ho distrutto la mia vita. Mi è diventato impossibile vedere il mondo, confrontarmi con altre persone, poter sbagliare. Sono diventato un simbolo, ma in cambio ho perso tutto». Quando ha scritto Gomorra, cosa si aspettava? «Confesso l'ambizione. Volevo fare un libro che davvero cambiasse le cose. All'inizio, la camorra lo ignorò. I miei problemi cominciarono verso le centomila copie. La gente pensa che io sono come Salman Rushdie, colpito da una fatwa della camorra. Ma non è così. Lui rischia per quel che scrive, io perché mi leggono. Non è Saviano ad essere pericoloso, ma Gomorra e i suoi lettori».

Il disinteresse della politica rende più difficile la sua situazione? «Acuisce la solitudine, questo sì. Gomorra ha fatto sì che la letteratura diventasse un problema per la mafia. Parlarne è un modo per fermarli. Perché la politica non fa lo stesso? È come se questo paese non accettasse di essere raccontato così. Ma è il silenzio che ci distrugge». Se pensa al suo futuro, cosa immagina? «Spero di riavere la mia libertà, un giorno. Come un ragazzino, immagino di aprire la porta e poter camminare in strada, da solo. Ma è solo un sogno». E la realtà? «Me la faranno pagare. Troveranno un modo per colpirmi. Prima con la diffamazione, diranno che è tutto falso, l'operazione di un ragazzotto assetato di visibilità. Poi chissà. È l'unica certezza che ho».

Marco Imarisio

Scritto da: agsalento alle ore 00:34 | link | commenti (1) | Categoria: politica, mafia, napoli, gomorra, saviano, msi , roberto saviano, munizza, marco imarisio
sabato, 15 marzo 2008
PECHINO e menomale che non viola più i diritti umani....

Pechino, la città delle prossime Olimpiadi (del sangue)

E meno male che non viola più i diritti umani....

Di Angelo Petrachi

i cinesi cancellano l'arancione: falcidiati i monaci tibetani!

Qualche giorno fa gli Usa hanno dichiarato che la Cina non è più presente nella lista "nera" dei paesi che violano i diritti umani... E mano male!! Se fosse stata presente, cosa avrebbe fatto?? Avrebbe buttato una bomba atomica su qualche paese??

Premesso che sembra strano come la Cina, paese dai milioni di aborti clandestini e obbligati, il paese che ha sterminato milioni di tibetani, il paese in cui gli avversari vengono repressi e le minoranze uccise, il paese in cui gli scioperi sono vietati, a due mesi dalle olimpiadi possa essere dichiarato "civile e democratico". Anche qui ci sono tante parti alle quali non interessano i diritti umani rispettati, ma interessa il denaro e il giro d'affari che proviene dal torneo sportivo più importante del mondo.

Adesso, finalmente, escono sulle prime pagine le foto delle violenze che i tibetani subiscono!! E finalmente escono le parole del governo cinese, il quale ammette che ci sono dei morti.
Proviamo ad andare ai tibetani (ormai rimasti in pochi) per dire che la Cina non viola i diritti umani, e vediamo cosa ne pensano.

La repubblica Cinese ha iniziato la sua invasione nel Tibet nel 1950. Infatti i cinesi "han" hanno invaso il Tibet mettendo la locale popolazione in minoranza e togliendole tutto. E' un tipo di "olocausto" legale, sterminando la popolazione di uno stato facendola estinguere.
Ma non è tutto!! Ai tibetani è stato tolto tutto e adesso escono le immagini di chi subisce una dittatura cinquantennale e il mondo rimane a guardare.

Il mondo concede ai cinesi la soddisfazione dei giochi olimpici che da millenni rappresentano una manifestazione di pace e di solidarietà tra i popoli. I giochi olimpici che migliaia di anni fa fermavano le guerre tra Sparta e Atene, adesso sono stati concessi alla popolazione più sanguinaria del mondo.

Il mondo rimane a guardare. La corte di giustizia per i diritti dell'uomo non dice nulla. L'ONU non dice nulla. i grandi statisti mondiali non prendono posizione. Eppure in Tibet si uccide; eppure i Tibetani vorrebbero essere LIBERI.

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www.angelopetrachi.com

Scritto da: agsalento alle ore 14:31 | link | commenti (10) | Categoria: politica, comunismo, cina, politica internazionale, diritti umani, tibet, olimpiadi, anticomunismo, free tibet, angelo petrachi